TUTTODIPENDE

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Lavoro a tempo indeterminato. Perché?

{ 07:03, Thursday 22 October 2009 } { 0 commenti } { Link }




Antefatto

Ero a lezione per l'ultimo esame che avrei dovuto dare prima di laurearmi e il professore di Macroeconomia chiese alla classe: "Fra due paesi, l'uno che importa un bene e l'altro che lo esporta, qual è il più ricco?" La classe prontamente rispose: " Quello che esporta perché guadagna denaro da tali esportazioni". Pronta la controbattuta del professore: "Assolutamente no, quello che importa, in quanto consuma e si gode il bene."

Il ragionamento era tanto astruso per molti miei compagni di corso sommersi dai convincimenti economico-aziendali per i quali alla cima di tutto stà la pecunia, che per questo forse Macroeconomia è stata storicamente nella mia facoltà l'ostacolo più grande per gli studenti laureandi, tale che quando diedi io l'esame vidi uno studente autodichiarsi al suo decimo appello(tentativo). E chissà se fu l'ultimo.


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Il lavoro a tempo indeterminato, il lavoro a tempo determinato. Qual è migliore?
Dipende. Dai punti di vista. Da ciò che si intende per "indeterminato".

Purtroppo il livello medio culturale della nostra scoietà (e non solo) è tale per cui se la presidente di Confindustria dice che il lavoro a tempo indeterminato è un male, nessuno ha la coscienza di tirarle una scarpa in testa. (e pensare che perfino il Premier è riuscito a non dire cazzate su sto argomento). Ma è normale. E' il nostro livello culturale...


Allora rivedo il professore di Macroeconomia, forse lui si avrebbe bacchettato la Signora Emma spiegandole che, visto in una maniera diversa dal solo modo in cui lei dall'alto della sua cultura aziendale sa vedere il lavoro, cioè come un mero "costocontinuo e coatto", il lavoro indeterminato inteso come lavoro continuo, stabile, continuativo, significherebbe anche e soprattutto opportunità reali di consumi stabili, i quali a loro volta produrrebbero produzioni stabili, quindi (opperbacco ma è possibilie?) un economia stabile!


Ma cosa vogliamo farci? è il nostro livello culturale il nostro limite.


Il nostro Ministro dell'Economia Tremonti invece, che in questi giorni ha giustamente difeso il lavoro a tempo indeterminato, non ha sottolineato un aspetto: a livello sociale questi non deve essere un punto di partenza ma un fine da perseguire. L'approccio è sostanziale!
Aggiungo per complicare il ragionamento che l'obbiettivo che una scoietà deve perseguire è il consumo(ragionevole e ragionato), perchè il consumo di beni e servizi e ciò che sostanzaialmente determina la qualità della vita, il lavoro invece è semplicemente un mezzo inevitabile per rendere disponibili tali beni e servizi.


L'economia, come altre materie, è semplice. La tesi che nessuno vuol comprendere è che l'interesse del singolo è e deve essere direttamente proporzionale a quello della collettività, qualunque industriale dovrebbe avere interesse che il lavoro dipendente sia il più stabile e protetto possibile, perchè questi eleverebbe i consumi e soprattutto li stabilizzerebbe.


Allo stesso tempo i lavoratori dovrebbero avere la coscienza di andare al lavoro e fare il proprio mestiere con il dovuto impegno e con la dovuta responsabilità (diversamente da alcune pessime abitudini italiane) allora si che non avremmo più persone paradossalmente in cerca di lavoro ma aziende in cerca di persone che offrono lavoro! (espanderò il concetto)


A voi tutti lavoratori italiani: autonomi, dipendenti, indeterminati, determinati, zelanti, nullaffacenti, occupati, disoccuopati...ma che invetabilmente consumano e devono consumare per vivere..

Slevin




Crisi Finanziaria un anno dopo

{ 10:22, Tuesday 22 September 2009 } { 0 commenti } { Link }


"...e questo è il motivo per cui devi alzarmi la paghetta!"
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Saran le ferie, e quindi il tempo libero, saran i due economisti che sul Sole24Ore mesi dopo di me traggono le stesse conclusioni sulla crisi.., ma sono tornato. Per poco credo.

I lettori assidui del blog ricorderanno le mie idee sulla crisi economica e anche i miei post collaterali, saranno quindi curiosi di leggere questo articolo:


Mi soffermo su queste righe del sorpalinkato:

La vera questione è un'altra: bisogna eliminare la moneta-merce, in modo che gli istituti di credito tornino a focalizzarsi su quello che dovrebbe essere il loro reale core business, cioè svolgere l'attività d'intermediazione per garantire prestiti al mondo dell'economia reale».

E poi:

Bisogna avere il coraggio di pensare a una riforma del sistema monetario - risponde Fantacci - La strada da seguire, un po' sulla falsariga di quanto era nell'idea di Keynes a Bretton Woods, è quella di una moneta internazionale

E infine:

«Il vincolo dei debiti pubblici statali impedirà di attuare nuovamente quegli interventi a carico dei tax payer che sono stati messi in opera in questi due anni. Non avremo cioè un'arma per contrastare il problema



Cosa significano queste frasi:

1.Che le banche, anche secondo il punto di vista dei due esperti, non hanno fatto il loro lavoro in questi anni, ma hanno speculato. (loro discolpano dicendo che è stato il sistema ad averle costrette)
Che le banche, per alimentare un sistema economico-finanziario equilibrato e sostenibile, devono semplicemente tornare a fare il loro lavoro: cioè trovare e prestare denaro agli imprenditori in modo che con imprese "reali" creino valore, lavoro, ricchezza.

2. Che una moneta unica internazionale, sarebbe l'unica vera premessa per eliminare la speculazione monetaria, cioè i guadagni sul cambio di valore fra le diverse monete e tutto ciò che è collaterale.

3. Che il grosso vincolo ad attuare manovre economiche correttive sono i debiti pubblici attualmente disastrosi, che impediscono agli stati di poter finanziare qualunque tipo di manovra a favore dei tax-payer (contribuenti).

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Pensate che questi due signori che hanno formalizzato la loro tesi sono plurilaureati e studiosi di storia economica e, arrivano con le loro conclusioni, oltre che un anno dopo lo scoppio della crisi, mesi dopo le stesse conclusioni di un misero abitante di paese (post cantano!)

Bè, non è detto che abbniano ragione però.

Saluti.
SLEVIN

Qui il post al nuovo indirizzo web.


Rinnovabile: il fotovoltaico assume e cresce (nonostante il premier)

{ 04:44, Monday 11 May 2009 } { Inviato in AMBIENTE } { 0 commenti } { Link }




Sapete,
quello che seguirà è il miglior modo possibile di criticare certi personaggi. E' inutile dire "io la penso diversamente", sono i fatti che ti danno o meno ragione...


Il nostro premier, tutta la sua banda bassotti (si, perché a quanto pare son tutti abbastanza bassotti) continuano a pubblicizzare tramite i Media (in mano al bassotto più bassotto) che il futuro energetico per l'Italia sta nel nucleare.
Chi ha piacere di informarsi sa che l'unica nazione al mondo che sta progettando il proprio futuro sul nucleare è l'Italia, perfino l'America, abbiamo visto un paio di post fa, sta investendo sulle energie rinnovabili, perché sono l'unico mezzo di produzione energetica sostenibile e futuribile.

Per fortuna invece, anche in Italia e in barba all'ignoranza dei settantenni che siedono nelle nostre istituzioni(ma non è ignoranza, sono interessi lobbistici), io continuo a trovare sempre più spesso buone notizie sulle energie rinnovabili (salvo quelle relative al post precedente che purtroppo sono endemiche, quasi ci si stupirebbe del contrario) compresa quest'ultima su un articolo del Sole24Ore,

Quali conferme ho e abbiamo da quest'articolo?
-che il settore è in crescita;
-che il settore assume;
-che il settore è vivo e ha prospettive;
-che, come ha capito Obama, è necessario convertire la forza lavoro, cioè se fino a ieri erano in 100 a laurearsi in ingegneria dell'automobile e 10 in quella relativa alle applicazioni fotovoltaiche(ammesso che esista un corso specifico) da oggi è ora che le cose si invertano, perché il primo settore è in declino verticale, il secondo è all'inizio di un florido futuro;
-che i lnucleare non ha motivo di continuare ad esistere


Come dice un noto personaggio (controverso):

NON ABBIAMO BISOGNO DI 1 CENTRALE ATOMICA CHE PRODUCA 1 MILIONE DI WATT, MA DI 1 MILIONE DI PERSONE CHE PRODUCANO 1 WATT A TESTA!!

...e le giustificazioni sono molteplici: oltre alla sostenibilità e all'equità si tratta di un business che crea lavoro e alimenta il circolo (buono) dell'economia!

Qui, oltre 250 posti di lavoro messi a disposizione dal Sole.

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Per tutti quelli che votano per il Sole
e per quelli che lo snobbano ma che si vegliano ogni mattina grazie a lui.
(e che questi ultimi non mi raccontino che il Sole è una pila nucleare, perché li avviene la fusione e non la fissione, la sola che sono in grado di fare le centrali terresti al momento) ;-)

SLEVIN

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Vento di...Mafia

{ 02:02, Monday 11 May 2009 } { Inviato in AMBIENTE } { 0 commenti } { Link }


con una certa sicurezza posso dire che la foto è riferita ad impianti ubicati in Sicila


Come ho accennato nel post precedente, a quanto pare la Mafia ha messo le mani sull'ennesimo barattolo di miele.
In Italia, nonostante la gente comune sappia ben poco, ci sono grossi incentivi europei (europei si, non italiani, noi qui investiamo sul nucleare) sullo sviluppo delle energie rinnovabili, al sul in particolar modo.
Infatti si stanno moltiplicando gli impianti di produzione eolica in Sicilia, molti dei quali però vengono costruiti ma nemmeno vengono messi in funzione.
Forse perché lo scopo di chi investe non è quello di produrre energia ma semplicemente quello di intascare i famosi incentivi e le famose sovvenzioni europee.

Vadiamo un po cosa ci dice l'articolo tratto da un giornale britannico(si britannico, dove pare ci sia libertà di stampa).


Sperando che non siano parole al Vento, un saluto.

SLEVIN

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Anche OBAMA mi ha seguito sul LAVORO RINNOVABILE

{ 07:26, Saturday 9 May 2009 } { Inviato in SOCIETà } { 0 commenti } { Link }



-mentre la censura continua ( la foto che vedete in alto è protagonista di un fatto tristemente emblematico, vi rimando al un link feisbucchiano per saperne di più);

-mentre Peter Gomez fa un post  (vedi al 7 maggio) degno di essere considerato un manifesto della situazione politica italiana attuale e la spiegazione più plausibile all'impossibilità materiale di fare (ormai) opposizione al nostro triste attuale premier;

-mentre io trovo almeno una spiegazione al perché non ci sono investimenti finanziari per privati sulle risorse rinnovabili: soprattutto al sud sono in mano alle mafie che fanno manbassa di finanziamenti europei senza però donare al territorio strutture funzionanti (approfondiremo);

-mentre accede tutto questo (sforzandosi di ignorare altre gravi questioni).....



Il Sig. Obama (extracomunitario pensate), spiega agli americani, migliaia dei quali in questi mesi hanno perso lavoro, che le opportuntà lavorative future saranno date soprattutto dalle energie rinnovabili e, date queste premesse, si stanno sviluppando istituzionalmente servizi che siano catalizzanti per questo tipo di occupazione.

Fondamentalmente il leader della White House asseconda ciò che io già avevo detto e messo i luce in un altro post, bè non solo io ammettiamolo, cmq, non ve lo dirò mai ma mi ha effettivamente telefonato per un consiglio pratico sulla questione e questi sono i primi frutti.

Qui l'articolo completo da La Stampa Online.


Riporto una parte saliente:

(...)
Da qui il piano della Casa Bianca per la creazione di posti di lavoro che parte dalla convinzione che non serve tentare di ricreare quelli perduti mentre bisogna «riqualificare la madodopera per le sfide che ci attendono» ovvero rispondere alla richiesta di nuovi lavori in settori destinati a espandersi, a cominciare dai «green jobs» legati alle energie rinnovabili.


Cosa portano alle mente queste dichiarazioni?
Che al contrario degli Usa in Europa ed in Italia in particolare, tutti gli sforzi istituzionali ed economici sono finalizzati al rifinanziamento di attività in declino o, peggio ancora, anacronismi  come l'energia nucleare. Così facendo la rispesa economica non potrà che essere precaria, e destinata a implodere in una nuova crisi.
Vi faccio un esempio: è inutile ri-finanziare all'inverosimile il mercato dell'auto. Come canta un bassoqualificato artista  nella sua ultima canzone in radio in qeusto periodo: "ti compri l'auto nuova ma in città fai la coda come gli altri" e, anche se non so se abbia usato le testuali parole, ha un sacco ragione: n on possiamo continuare a comprare auto solo per sostenere un mercato che già al momento è saturo, porca puttena! Per non pensare al fatto che un auto non costa due lire ed uno dei problemi della crisi economica attuale è dato dal fatto che le persone ultimamente hanno azzerato i consumi in quanto, per colpa dei pagamenti rateali esplosi negli anni appena passati, si sono trovate ad aver occupato l'80% dello stipendio per il pagamento di rate, mutui, finanziamenti, ma oggi grazie ai tasssi d'interesse in picchiata verticale(l'avevo detto che era una delle poche soluzioni plausibili) la gente indebitata a tassi variabili sta tornando a respirare....così facendo però, incitando spese del genere, costringendo a nuovi mutui, si gettano le premesse per un ennesimo collasso dei consumi.

Quale sarebbe la soluzione? Bè, se avete carpito qualcosa dalle parole di Obama bisogna convertire l'economia, invece di finanziare l'automobile bisogna stimolare i trasporti pubblici, si avrebbe un indotto di lavoro incredibile e si getterebbero e basi per ottenre risultati come: l'abbattimento dell'inquinamento, l'abbattimento dei tempi di viaggio, l'abbattimento dei costi, l'equità dei costi (al 1 Maggio sono per l'ennesima volta aumentate le tariffe autostradali, servizio pubblico per il quale noi paghiamo una tariffa ad un soggetto privato).


....
Ma ho scritto già troppo.
Sarà l'influenza maladetta che mi costringe a letto questo week end a rendermi così prolisso.
Mi farebbe piacere ricevere qualche commento ai post, visto che da un po di tempo il blog riceve modeste ma costanti e continue visite.


A tutti gli italiani,
per quelli più perspicaci e per quelli meno,
ma che perlomeno abbiano il piacere di informarsi, farsi delle idee, confrontarsi.

SLEVIN (sick)

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